La zucca: un ortaggio dalle mille sorprese

Variegata nei colori, rapida nella crescita, mutevolissima nella forma per una connaturata quanto innocente mania di grandezza, la zucca viene tenuta a bada nei confini degli orti, dove altrimenti diventerebbe padrona, mentre è lasciata più libera nei campi, dove striscia, s’attorciglia, s’impenna, dilaga in un tripudio di foglie e di frutti da staccare al momento opportuno, perché non superino il limite della misura. 
La zucca, infatti, è in continuo divenire e per alcune qualità non commestibili il risultato finale può anche essere smisurato: oltre il quintale per una specie battezzata – Il nome rende l’idea – ”Mammut”. Ma si tratta di eccezioni, proprio come quella da Guinness dei primati (449 Kg) che un giorno sbucò in un campo di Ashton, in Canada. Chiamata cocuzza nell’Italia meridionale e suca in quella settentrionale, la zucca vanta una famiglia – quella delle Cucurbitacee – molto allargata, di cui si contano 90 generi e 900 specie.


Il buonsenso, tuttavia, ha fatto sì che soltanto una decina di queste arrivasse all’onore delle nostre padelle. Come quella da sempre considerata la migliore in gastronomia, la cosiddetta “Marina di Chioggia“, tondeggiante e schiacciata ai poli, con la scorza rugosa che sfuma dal grigio al verde e la polpa zuccherina particolarmente saporita.

Come la “Lunga di Napoli“, di forma quasi cilindrica – ricorda una clava e può raggiungere anche un metro di lunghezza – e dalla scorza che varia dal ruggine all’arancio, eccellente interprete di qualsiasi ricetta.

O, ancora, come la “Berretta di Mantova“, tonda e dalla polpa gustosa; la “Mantovana“, oblunga, dalla scorza rugosa beige-aranciata e la polpa arancione; la “Delica“, più’ nota con il nome di “giapponesina”, di taglia media, verde di pelle e dolce di polpa.

Proprio come ogni altro alimento color arancio, la zucca è particolarmente ricca di  vitamina A  (che favorisce il rinnovamento delle cellule) e di potassio (indispensabile per la trasmissione degli impulsi nervosi, la sintesi di alcuni enzimi e, con il sodio, per l’equilibrio idrico delle cellule). E’ un ortaggio prezioso quindi che da fine estate fino a tutto l’inverno è facilmente reperibile sul mercato per essere introdotta in cucina per il suo consumo sotto forma di deliziosi primi, secondi, dolci e panificati.

Attenzione però, non tutte le zucche sono fatte per essere mangiate! Ai tempi dei romani, svuotata della polpa ed essiccata, la zucca diventava un contenitore leggero ed impermeabile, usato, per esempio, per trasportare il sale o il vino l’acqua, il latte o i cereali più svariati. Oggi invece la zucca diventa, oltre che una mostruosa decorazione di Halloween, anche un allegro centrotavola d’autunno pieno di fiori.

Alcune nostri centrotavola realizzati con a base di zucca.
Alcune nostri centrotavola realizzati con a base di zucca.

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